Tempo o silenzio

Alessandro GhebreigziabiherUna delle cose principali che presumo di aver imparato riguardo alla vita del prossimo, soprattutto allorché il nostro reciproco incontro avvenga nel momento della sua maggiore sofferenza, è che il minimo che si richieda al sottoscritto si spieghi in due sole parole: tempo o silenzio.
Dei due l’uno, rigorosamente. 
Indi per cui, non dovrebbe esser concessa a chicchessia la facoltà di liquidare esistenze vulnerabili nello spazio di una sola, singola foto, per quanto suggestiva.
Ovvero, per quanto innegabilmente virale.
Credo, altresì, che coloro i quali avessero a cuore la vicenda di protagonisti puntualmente martirizzati, abbiano l’obbligo di andare alla ricerca dei frammenti trascurati o dimenticati, più o meno consapevolmente.
Da ciò, la storia di questa settimana (English version).